martedì 26 settembre 2023

Menzione d'onore della giuria per il libro "Louis-Ferdinand Céline - Un profeta dell'Apocalisse" a cura di Andrea Lombardi

Nel corso della decima edizione del Premio letterario internazionale Casinò di Sanremo - Antonio Semeria 2023, che ha visto vincitori Claudio Paglieri per la Narrativa e Monsignor Giulio Dellavite per la Saggistica, il regista Pupi Avati Gran Trofeo Premio alla carriera e Carlo Miccichè e Marina Valensise Gran Trofei alla Saggistica, è stata concessa la Menzione d'onore della Giuria al saggista genovese Andrea Lombardi per l'opera "Louis-Ferdinand Céline - Un profeta dell'Apocalisse. Scritti, interviste, lettere e testimonianze", con la prefazione di Stenio Solinas ed edito da Bietti, con la seguente motivazione: "Per aver esaltato negli scritti dell'illustre pensatore la sua energia, l'amore per la cultura e per la divulgazione finalizzata al sostegno degli ultimi e alla valorizzazione del pensiero libero".




Il Maresciallo Destouches nella prima guerra mondiale nella testimonianza inedita del corazziere Jacques Pavard su "il Giornale"

Su "il Giornale" del 24 settembre 2023 un nostro articolo sull'esperienza bellica di Céline e la sua trasposizione nel Viaggio e in Guerra e nella testimonianza inedita (a livello internazionale) del corazziere Jacques Pavard, commilitone del Maresciallo Destouches nel 12° Reggimento corazzieri nella prima guerra mondiale.

Andrea Lombardi







martedì 12 settembre 2023

"Nell'abisso con Céline": "Guerra" di Louis-Ferdinand Céline e Andrea Lombardi a Naxoslegge, 7/9/23

"Nell'abisso con Céline", saluto del direttore del Museo Regionale Interdisciplinare di Messina Orazio Micali e conversazione su "Guerra" di Louis-Ferdinand Céline con Fulvia Toscano (Naxoslegge), il coordinatore del DAMS di Messina Dario Tomasello, Ciccio Rizzo e Andrea Lombardi. 

Grazie per il video a Naxoslegge.


giovedì 31 agosto 2023

Claudio Collovà, Andrea Lombardi e Dario Tomasello dialogano su "Guerra" di Louis-Ferdinand Céline a Naxoslegge



6 settembre- Messina Museo interdisciplinare-regionale, ore 18:00,

FARE LA GUERRA

Nell’abisso con Céline


Conversazione con Claudio Collovà,  Andrea Lombardi e Dario Tomasello. Modera Francesco Rizzo. In collaborazione con la associazione Città plurale.

Lo sguardo sulla guerra di uno degli autori più controversi della letteratura mondiale, a partire dal suo “Guerra”, ora tradotto in Italia per Adelphi. Un viaggio nella “ notte” della guerra e nella scrittura abissale di Céline.

sabato 3 giugno 2023

Morto il saggista, editore e céliniano Philippe Sollers (1936-2023)




Il 5 maggio 2o23 è deceduto l'intellettuale francese Philippe Sollers (Jouyax), autore come la moglie Julia Kristeva di saggi e scritti su Louis-Ferdinand Céline.


Philippe Jouyax (Talence, Bordeaux, 1936 - Parigi 2023). Dopo aver studiato dai gesuiti, si è laureato in scienze economiche. Alla novella d'esordio Le défi (1957) fecero seguito Une curieuse solitude (1958) e Le parc (1961; trad. it. 1967), che rivelava l'influsso del nouveau roman. Nel 1960 fondò la rivista d'avanguardia Tel quel impegnandosi in un lavoro di riflessione teorica sui codici della letteratura (Logiques, 1968; L'écriture et l'expérience des limites, 1971) e di sperimentazione linguistica (Drame, 1965, trad. it. 1972; Nombres, 1968, trad. it. 1973; H, 1973, trad. it. 1975; e soprattutto Paradis, 1981, trad. it. 1981, e Paradis 2, 1986). Dopo l'abbandono delle posizioni maoiste degli anni Settanta (Sur le matérialisme, 1973, trad. it. 1973) ha pubblicato i saggi Théorie des exceptions (1983), La guerre du goût (1994), Éloge de l'infini (2001), Liberté du XVIIIème (2002), Fleurs (2006), Céline (2009) e Du mariage considéré comme un des beaux-arts (con J. Kristeva, 2015) e numerosi romanzi (Femmes, 1983, trad. it. 1993; Portrait d'un joueur, 1984; Le coeur absolu, 1987, trad. it. 1988; Le secret, 1993; Studio, 1997; Passion fixe, 2000; L'étoile des amants, 2002; Une vie divine, 2006; Trésor d'amour, 2011; Beauté, 2017; Centre, 2018; Le Nouveau, 2019; Désir, 2020; Légende, 2021; Graal, 2022). Della produzione saggistica più recente si citano qui: Discours parfait, 2010; Fugues, 2012; Portraits de femmes, 2013; L’amitié de Roland Barthes, 2015; Complots, 2016; Agent secret, 2021.
Da: https://www.treccani.it/enciclopedia/philippe-sollers/

"Louis-Ferdinand Céline. Lo scrittore maledetto" di Andrea Lombardi per "Gli Imperdonabili" de "il Primato Nazionale" ora disponibile

 



"Dopo il successo dei «Grandi Italiani», il Primato Nazionale ha inaugurato con il nuovo anno «Gli Imperdonabili». E cioè gli intellettuali fuori dagli schemi, i maledetti, i proscritti. Quelli che non possono essere perdonati, pietre miliari di una visione del mondo che deve eternamente essere alimentata. Come per i Grandi Italiani, anche la collana degli Imperdonabili ha un formato agile, veloce, non accademico. Ogni libretto, un proiettile, una vitamina per lo spirito, una risorsa per la controffensiva metapolitica. Dopo i quaderni dedicati a Ezra Pound, Giovanni Gentile, Robert Brasillach ed Ernst Jünger, questo mese esce il volume su Louis-Ferdinand Céline, scritto da Andrea Lombardi. Qui vi proponiamo in anteprima la presentazione del libretto, scritta dal direttore del Primato Adriano Scianca". [IPN]: 

lunedì 15 maggio 2023

La traduzione italiana di 'Guerre' di Louis-Ferdinand Céline, in uscita per Adelphi




La traduzione italiana di Guerre di Louis-Ferdinand Céline, finalmente in uscita dal 26 maggio:

"Primo, folgorante scampolo degli inediti rubati nel 1944 dall’abitazione di Céline, e rocambolescamente ricomparsi quasi sessant’anni dopo la sua morte, Guerra nar­ra episodi contemporanei alla prima par­te di Viaggio al termine della notte, come se da esso fosse stato espulso e poi abbando­nato in una stesura ancora grezza e incan­descente. Dal momento in cui riprende conoscenza, seguiamo Ferdinand, vent’an­ni, ferito a un braccio e con una grave le­sione all’orecchio dovuta a un’esplosione, mentre cerca di guadagnare le retrovie attraverso campi di battaglia disseminati di cadaveri, in una notte visitata da presenze ostili, fantasmi quanto mai reali. Lo ritro­veremo in un ospedale, in mezzo a malati e farabutti d’ogni risma, affidato alle cure di un’infermiera sadica e vampiresca. Qui fa amicizia con il malavitoso parigino Bé­bert e con sua moglie Angèle, che al fron­te batte il marciapiede per lui: spunto per nuovi episodi grotteschi, esilaranti e rac­capriccianti al tempo stesso, dove Céline preme sul pedale di una sessualità oltraggio­sa e sfrenata. Infine, l’inattesa partenza per Londra, un posto dove andare come sem­pre a perdersi.
Céline è scrittore da dimenticare, hanno detto, se vuoi vivere, anche se vuoi soltanto leggere, capace com’è di rendere illeggi­bili gli altri scrittori. «Mi sono beccato la guerra nella testa. Ce l’ho chiusa nella testa» dice Ferdinand all’inizio di queste pagine, come se l’esperienza bellica – divenuta espe­rienza acustica – fosse solo la propaggine di una guerra molto più estesa e devastan­te, interna alla materia cerebrale. Eppure, attraverso il suo delirio – il suo parlottio ipnotico, sbracato e ininterrotto, come il fischio del rimorchiatore sulla Senna, nella notte, che chiudeva il Viaggio –, ci si accor­ge che Céline è stato l’unico scrittore capa­ce di nominarla. Dalla parte dei Buoni nes­suno ha trovato la parola".


lunedì 24 aprile 2023

Intervista INEDITA a Louis-Ferdinand Céline su "Il Giornale" del 23 aprile 2023



Amnistiato il 20 aprile 1951, grazie a uno stratagemma giuridico del suo avvocato Jean-Louis Tixier-Vignancour, Louis-Ferdinand Céline ritornerà in Francia dall’esilio in Danimarca a luglio, stabilendosi infine a Meudon, nei pressi di Parigi, in una villetta sulla route de Gardes. Lì continuerà a fare occasionalmente il “medico dei poveri” e mentre la moglie Lucette terrà corsi di danza, firmerà un contratto con Gallimard per la ristampa dei suoi libri – tranne i famigerati pamphlet – insieme alla pubblicazione di nuovi titoli, che avranno scarse vendite.

Il momento di svolta della fortuna céliniana nel secondo dopoguerra avverrà solo anni dopo, nel 1957, con l’uscita di Da un castello all’altro, primo volume della “Trilogia del Nord” ripercorrente l’odissea tra Germania, Danimarca e Francia dei coniugi Destouches assieme ai successivi Nord e Rigodon. Il libro attirerà l’attenzione della critica anche grazie allo scalpore provocato da una intervista della giovane giornalista Madeleine Chapsal a Louis-Ferdinand Céline pubblicata su “L’Express” del 14 giugno 1957; come in altre interviste, al di là dei temi toccati, sin dalle prime battute sarà Céline a condurre la conversazione, portandola sui binari di una vertiginosa invettiva.

In questo stesso sincopato registro rientra l’intervista, in gran parte inedita, appena riemersa tra le carte del bibliofilo compulsivo e libraio parigino Serge Wasersztrum e pubblicata su “Le Figaro” del 20 aprile scorso, grazie all’autorizzazione dell’avvocato François Gibault e Veronique Robert-Chovin, concessa nel 1960 da Céline al giornalista Roger Mauge di “Paris Match” proprio all’uscita del romanzo Nord, e che l’intervistatore utilizzò solo per alcuni virgolettati del suo articolo.

Riportiamo quindi di seguito un estratto di questa conversazione – o meglio monologo – con un Céline a ruota libera sull’editoria e la letteratura (povera Françoise Sagan!), il sesso, la guerra e il declino del mondo occidentale, ma anche capace di puntuali citazioni di Voltaire e di co
nsiderazioni rivelatrici di una certa conoscenza dell’arte, dal pittore di scene di battaglia Ernest Meissonier (1815-1891) agli Impressionisti.


Andrea Lombardi

(Traduzione dell’intervista di Valeria Ferretti)

***

Céline, Lei ha una miniera, con tutto quello che è successo durante il periodo bellico e dopo...

«Vede, la sfrutto anch'io. E questa cosa rende gelosi gli altri che dicono: Cazzo, quello stronzo ne approfitta».

Tutto quello che è successo durante i pochi mesi in cui il suo libro si svolge è profondamente drammatico...

«Oh! Si svolge su un bel po' di tempo, anni direi! Un fuorilegge, per questo si deve essere fuorilegge, cioè essere nella morte. L'essere condannato a morte, beh, ti rende un personaggio speciale. Tutti vogliono condannarti a morte, ovvio, ma, diciamo, in modo legale, eh. Sì, è divertente. Bene, allora ecco il caos. Non vediamo spesso un caos sociale. Tutto viene ribaltato, no? C'è uno strano modo di passare dietro le quinte per guardare. Allora si passa dietro le quinte e vediamo che tutto va a rotoli, che ognuno fa kaputt ed esce di scena. Bene. Quindi è tutto un po' confuso. Allora, dio mio, è già una fortuna che la gente mostri interesse, ma in realtà non sono molto interessati. Continuano a interessarsi alla storia della tabaccaia. La cosa invece spassosa è osservare qual è il gusto del pubblico. Beh! Il gusto del pubblico incontra il romanzo popolare. Il romanzo popolare è fantastico. Semplice, e in effetti è questo il più venduto. La vera lettura non è mica in libreria, no! È dalla merciaia, all'edicola, alla caffetteria della stazione. È lì che si comprano i libri. La riprova è che i Delly fanno 150 milioni di profitto all'anno. In un attimo. C'è una vecchia ridicola e pretenziosa, qui vicino, la Desmarest. Fa un libro. Mai una riga di recensione. Mai una riga di niente di niente. E si fa 20 milioni in un batter d'occhio».

Oppure Françoise Sagan?

«Sì, stessa cosa. È scappata dalla merceria».

...dopo essere passata da Saint-Germain-des-Près...

«Oh, sciocchezze! Non c'è proprio portata. È gente che non c'è portata . Che cosa doveva pensare Meissonier di Van Gogh? Era un re dell'epoca, Meissonier. Punto».

C'è un Paese in cui queste idee sono attualmente in vigore, nell'URSS. È Meissonier che è al potere e che vieta Van Gogh.

«Sarà così qui un domani. Allora naturalmente, è un libretto, uno di quelli fuori tempo. Ho un sogno. Quello di avere i due Nobel, quello della Pace e quello della Letteratura, perché questo mi caverebbe fuori dai guai. Ho chiesto, chiedo ovunque. Non arrivano, no. Ma i due Nobel, mi farebbero comodo, oh ne sarei contento. Ma allora sì, sì, Voltaire lo diceva, nevvero, in modo malinconico, ed è raro che Voltaire fosse malinconico ma un bel giorno lo fu e disse: Leggo molti tragici greci ma non ne vedo che tre: Sofocle, Euripide ed Eschilo. Trattano tutti e tre gli stessi argomenti con-temporaneamente e poi dopo, basta. Non c'è più nessuno. Insomma, è un po' quello che è successo in Francia con l'impressionismo; ci sono dieci grossi impressionisti, soprattutto tre o quattro molto importanti et poi dopo, gli imitatori. È come un fuoco d'artificio. Dopo, non c'è più niente».

Gli intervalli di tempo ci sembrano lunghissimi, venticinque, cinquant'anni, ma alla fine non sono poi così lunghi. Non ci possono essere genî ogni cinque anni.

«Genî, no. Questa è la parte spettacolare, siamo d'accordo. Ma per esempio sento spesso dire: Tizio ha una portentosa lingua teatrale. Oh! Che battute! Sono splendide! Che forza, che presenza!, allora io leggo, osservo, cerco la forza, la presenza. Non c'è niente. Oh! Questa battuta... è stato sorprendente. Vedrà quel che ha detto!. E invece... il nulla. È mortale. Non è nemmeno brutto, no, anzi. Cercando bene, avevo visto tre, quattro tizi che avevano avuto un'intuizione, che c'erano quasi arrivati. Erano Ramuz lo svizzero, Paul Morand e poi Barbusse. Visioni diverse, generi diversi che avevano percepito la rottura del ritmo. I vomitevoli Bordeaux, Bourget, Anatole France. È carino Anatole France, è molto elaborato, davvero niente male, è grazioso ma poi mi chiedo: E dopo? Benissimo, l'ha portato al massimo grado ma adesso ci sono solo dei mezzi scemi, dei pezzenti e delle straccione. Nient'altro».

Credo di aver letto quasi tutti i suoi libri e ho letto quest'ultimo tutto d'un fiato. Mi ha colpito il fatto che non ci fossero scene di sesso.

«Eh, ma c'è il Procuratore. Qui il Procuratore non ha niente da ridire, ma sono certo che se ci fosse il benché minimo accenno al sesso, allora ci sarebbe un buon padre di famiglia, un Resistente particolarmente virtuoso che non esiterebbe a scrivere al Procuratore».

C'è comunque un vecchio che si fa fustigare.

«Sì, quello sì. Ma il resto lo lascio alla Sagan. Adesso, è tutto della Sagan, di Sartre. Tutta quella gente si abbandona al sesso. Oh! Il sesso! Povere piccole merde! Non si reggono su ritti. Mancano di vigore. Io che ho trascorso la vita tra i culi delle ballerine! Che cosa andrà cercando, la povera piccola Sagan, con i suoi fiammiferini. È una rottura il sesso, no? Perché il francese è libertino, dobbiamo essere libertini. Allora avanti tutta Vecchio Arrapato! Oh! Mi piace da matti! Oh!, ed è così alla radio tutto il giorno. Oh! Come mi prendeva! Oh, lo adoro, oh! Il mio Uomo!».

I suoi personaggi esistono davvero o sono tutta farina del suo sacco?

«Hauboldt, esiste. Mattke pure».

È simpatico Hauboldt.

«Sì, diciamo che rappresenta bene i tedeschi che non esistono più, la razza che abbiamo distrutto, insomma, è finita. Era gente come quella del Rinascimento, pronta a tutto, che era umana e per niente stupida. Non se ne trovano più di persone così. Tutto finirà con la canaglia, diceva sempre Nietzsche. È vero. Ci siamo. (Il regime nazista è stato) tirato su da gente che non aveva viaggiato abbastanza. Hanno iniziato quell'affare senza le forze necessarie. Era persa in partenza. Napoleone è voluto andare in Russia per mandare all'aria i Russi. Hanno fatto lo stesso di Napoleone».


Scrive qui?

«Mai qui. All'interno. In bottega. Scrivo... è una parola. Lei scrive, Maestro?, Cosa ci sta preparando, Maestro?, L'ho capita, su..., Alla Sig.ra Gertrude che mi ha capito. È un bel messaggio. Vanno proprio a braccetto. Ma tutti questi imbecilli della letteratura sono ricchi, loro».

Sì, credo si guadagnino velocemente parecchi soldi...

«Beh! Sapete che la NRF riceve 10.000 manoscritti all'anno e che pubblica 350 libri su quei 10.000, e di quei 350 libri, quanti crede che si vendano? Sono stampati in 3.000 copie. Quanto crede che si venda, di questa tiratura di 3.000? 300».

Sì, è tutto o niente.

«Ma no, non è tutto o niente. Il genere Gide, prezioso, il genere madamalamarchesa è letteratura ricercata, vero? Ma non paga perché ci sono i mezzi d'informazione, c'è la fotografia, il cinema, e tutto il resto. Allora, nevvero, mica si vogliono spendere soldi, per la letteratura di lusso. È inumano. Quel libro è bello che defunto».

(traduzione di Valeria Ferretti, intervista originale di Roger Mauge)




lunedì 17 aprile 2023

Andrea Lombardi e gli inediti di Louis-Ferdinand Céline su Radio Libertà

 


Grazie a Radio Libertà, quattro chiacchiere su Céline e le prossime novità céliniane dal 58:00 min in poi: https://www.facebook.com/RadLiberta/videos/924313272162334

OLTRE LA PAGINA – PIER LUIGI PELLEGRIN – ANDREA LOMBARDI – 17/04/2023
Alle 11.35 Terza Pagina con ANDREA LOMBARDI (saggista, curatore primo sito italiano su Louis-Ferdinand Céline), nuovi inediti (“La vecchia disgustosa”), il corposo dossier de La Nouvelle Revue francaise, studi, il racconto “La volontà di Re Krogold” per Gallimard, l’edizione rinnovata di Album Céline (uscita prevista a maggio), le quattro edizioni rivedute e ampliate dei suoi romanzi e, arriva il botto, l’inizio dell’adattamento cinematografico di “Viaggio al termine della notte” (“non esiste ancora un contratto firmato, ma il progetto è sulla buona strada”, ha rivelato Francois Gibault, biografo e detentore dei diritti dell’opera céliniana).