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mercoledì 16 febbraio 2011

Ogni maledetta domenica... Céline!




E con questo articolo del bravo Cosimo Argentina (bellissimo il suo libro "Cuore di cuoio", Fandango 2010) terminiamo questa carrellata sulle reazioni dei media alle note recenti polemiche francesi...

domenica 27 giugno 2010

La Trilogia del nord, recensione di Cosimo Argentina



Pubblichiamo volentieri questa recensione alla Trilogia redatta dal nostro Cosimo!

Einaudi ha pubblicato nei tascabili la Trilogia del Nord di Louis Ferdinand Céline. I tre libri conosciuti anche come trilogia tedesca sono il capolinea narrativo dell’autore di Viaggio al termine della notte. I tre romanzi sono nell’ordine Da un castello all’altro (apparso anche col titolo Il castello dei rifugiati), Nord e Rigodon. Céline è morto il giorno in cui ha messo il punto all’ultima frase di Rigodon morendo come uno scrittore dovrebbe morire: sul campo di battaglia. Questa non è una recensione. Noi non amiamo le recensioni, da ‘ste parti. Questo è un urlo, un appello. Prendete i libri che avete comprato negli ultimi anni – compresi i miei, semmai qualcuno ha avuto il fegato di comprarne uno – e gettateli nel cesso. Robaccia. Non so cosa abbiate letto, ma è chincaglieria di quart’ordine. Una sola pagina di Rigodon o di Da un castello all’altro (non dico Nord che è un po’ caotico) vale mooolto di più di quella sozzeria che ci fanno leggere ormai da decenni. Prendete i libri stampati negli ultimi quarant’anni e lanciateli nelle fogne. Compitini, analisi logica applicata alla narrativa, cazzate letterarie. Restiamo a galla solo perché ci diciamo bravo uno con l’altro. Altrimenti saremmo fottuti in partenza. Non c’è un solo libro che possa pulire le scarpe a opere come la Trilogia del Nord. Davvero, giuro, fratres, quando leggo un libro o leggo le recensioni mi si rivolta lo stomaco. Si fa passare per opera d’arte il banale, il vuoto, i compiti per le vacanze. Non tutto quello che ha scritto Céline ovviamente è grandioso. Ma opere come Viaggio al termine della notte, Morte a credito, Casse-pipe e la Trilogia ci stanno a terremoto, signori! Non spreco nemmeno tempo a dirvi di che parlano i tre libri, non è importante. Quando uno è un fuoriclasse può anche parlarvi delle emorroidi di Gigi Buffon che riesce ad affascinarvi. In un mondo dove la marchetta è la norma, dove i premi sono truccati, le fascette dei libri sono false e dove anche quelli che denunciano i brogli sono loro stessi imbroglioni… in un mondo del genere uno scrittore come Céline è un dono degli dei.

Cosimo Argentina

martedì 2 marzo 2010

Cosimo Argentina, "Cuore di cuoio"



Una bella notizia da Cosimo Argentina, uno dei primi lettori di questo blog (e cita Céline all'inizio del suo libro...):
Dopo anni di alterne vicende editoriali è giunto per Cosimo Argentina, lo scrittore tarantino che da oramai vent’anni vive in Brianza dove lo svolge l’attività di insegnante, il momento della consacrazione. È oramai un autore della scuderia Fandango, la casa editrice del barese Procacci che nell’ultimo anno ha assoldato come direttore editoriale il martinese Mario Desiati. Di certo c’è lo zampino di Desiati dietro l’arrivo in casa Fandango di Argentina, lo stesso Desiati che provò a far pubblicare per Mondadori “Maschio adulto solitario”, il romanzo poi pubblicato nel 2008 dalla salentina Manni nella superba collana di narrativa contemporanea Punto G. Argentina e Fandango, quindi. Un sodalizio cominciato con la pubblicazione lo scorso anno di “Beata ignoranza”, in cui Argentina racconta la scuola italiana in presa diretta in uno dei momenti più difficili della sua storia. Ora Argentina torna nelle librerie con la ripubblicazione di “Cuore di cuoio”, forse il suo libro più riuscito ed autentico, pubblicato per la prima volta nel 2004 da Sironi, nella collana Indicativo Presente, curata da Giulio Mozzi. Il libro racconta la storia di un gruppo di ragazzini che sognano di diventare calciatori. Tra questi si distingue per spirito e carisma Camillo Marlo ma conosciuto da tutti come Krol, il nome di un roccioso difensore dell’Olanda. Siamo nella fine degli anni Settanta, la città che ospita le scorribande dei protagonisti è Taranto e la squadra della città sta dominando il campionato di serie B, ma nel bel mezzo della stagione giungerà la prematura scomparsa del campione locale Erasmo Jacovone, il mito di Krol e tutti i suoi amici. La morte di Jacovone cambierà la percezione del magnifico giocattolo “calcio”, ma anche dell’illusoria felicità. Racconto di un mondo teneramente adolescenziale tra aspiranti calciatori, dove le ragazze hanno i nomi delle squadre di calcio inglese e i sogni sono piccoli e puri come quello di correre dietro una sfera pulsante di cuoio. In attesa del suo prossimo romanzo, leggere o rileggere “Cuore di cuoio” è pratica che ci riconcilia con la letteratura.

Complimentissimi!!!