L'opera di Céline in brevi schede bibliografiche, estratti, notizie e interviste.
mercoledì 16 febbraio 2011
Ogni maledetta domenica... Céline!
sabato 12 febbraio 2011
Céline. Letteratura politica e antisemitismo, di Francesco Germinario
Un lavoro molto documentato (principalmente basato su due convegni su Céline e sugli intellettuali e l'antisemitismo), che avrebbe potuto essere ancor più interessante se l'autore non avesse interpretato ogni singola fonte (annotata in maniera professionalmente scientifica, certamente senza "sciatteria filologica", di questo ne diamo atto) in maniera da piegarla, più o meno agevolmente, alle sue conclusioni preconcette.
In effetti pensare di capire Céline con la semplice, banale metodologia "scientifica" (con molte virgolette) di un pò di note sparse a piene mani, è abbastanza puerile.Buono per farci per l'appunto un paio di convegni nei quali pavoneggiarsi, e poco di più.
Venendo invece alla scorrettezza di Germinario nel piegare le fonti alle sua tesi (e una delle sue tesi è quella di sottolineare l'importanza capitale dei pamphlet di Céline nella costruzione dell'antisemitismo in Europa), due passi al volo: Germinario scrive come Bagatelle sia stato ritenuto così importante dai nazisti da essere stato rapidamente tradotto: peccato che in realtà proprio i nazisti degli uffici preposti alle questioni razziali ritenessero che gli scritti di Céline non fossero adatti alla propaganda, e l'edizione tedesca fu quindi pesantemente sforbiciata.
Poi Germinario, dopo aver notato, sulla importante base di ben due saggi due, come "l'ideologia della Collaboration è molto povera", scrive che La bella rogna è un "completo programma di strategia politica" (!!!) e che è ("probabilmente") uno dei libri più intrisi di virulento antisemitismo mai pubblicati in Europa in quegli anni (!)... vista l'infinita pubblicistica antisemita in olandese, rumeno, ungherese, etc. scritta negli anni '30 e '40 (spesso scritta come l'opera di Germinario "scientificamente") mi sembra un'affermazione azzardata.
Una vera acrobazia, che denota una caduta professionale notevole, Germinario la fa quando cita un breve saggio de l'Herne sulle fonti antisemite usate da Céline in Bagatelle: Germinario scrive che proprio le molte citazioni di diversi autori antisemiti "proverebbero" la grande attenzione di Céline al turpe argomento, evidentemente studiato a fondo su libri e saggi... ma in realtà proprio il saggio edito nell'Herne - e Germinario dovrebbe saperlo, se avesse letto questo saggio da lui citato - spiega che quei riferimenti a "fatti e dati" che Céline sparge nel testo sono quasi tutti presi da due brevi depliant di propaganda antisemita.
Il libro di Germinario è tipico di un certo milieu intellettuale, paludato da centinaia di note, interpretazione e esegesi delle fonti, "scientificità", etc.... come se questo -e non anche e soprattutto l'onestà intellettuale- bastasse a fare un buon libro.
Andrea Lombardi
________________________
Céline. Letteratura politica e antisemitismo
Francesco Germinario