Il Dottor Destouches (al centro, seconda fila) e i medici della SdN ricevuti da Benito Mussolini nel 1925. Presentiamo questa piccola, curiosa "scoperta", che crediamo non sia mai stata segnalata ai céliniani ;-) Da "Idee e spigolature", p. 645 dei
Taccuini mussoliniani, raccolta di interviste date da Mussolini a
Yvon De Begnac (1913-1983), il suo biografo ufficiale durante il Ventennio (Il Mulino, Bologna 1990).
Ho letto il volume di Céline, che mi avete portato della Francia. Voyage au bout de la nuit diventerà un classico di questo secolo. Céline, voi me lo confermate, è un ammiratore della rivoluzione. Il suo argot boulevardier è la lingua dei comunardi, che ho imparato leggendo Lissagaray, Malon, Vaillant. I fatti narrati da Céline sono quello che sono. Ma lo stile è, decisamente, rivoluzionario. Mi ha fatto sapere, attraverso Canudo, attraverso Antona Traversi, attraverso Antonio Aniante, che l'Europa di domani, quale che sia l'esito di una futura guerra mondiale, nella cui deflagrazione sarebbe bello non credere, sarà fascista. Mi ha fatto sapere a suo tempo, da Cerruti, che il testo del corsivo Il pericolo giallo da voi, Yvon, ripubblicato in La strada verso il popolo lo ha impressionato. Ha pregato Cerruti di comunicarmi che da oriente potrà venire la fine dell'Europa. Voi mi parlate sempre, dall'epoca del vostro ritorno dalla Francia, dello scrittore Céline. Ho letto quel pastone di argot di Voyage au bout de la nuit. Scrittura giacobina, insoddisfazione termidoriana, desiderio di ricostituzione dell'assolutismo di tipo anarchico, via precisa all'assolutismo di tipo zarista. Fatelo vivere a lungo, un tipo come Céline, e i posteri ne vedranno delle belle! Io non so se questo scrittore sia capace di amore. È una bomba armata a rancore. Ma che cosa mai gli ha fatto l'umanità! Non ha capito molto, di Nietzsche. Nulla ha compreso di Blanqui. Il tarlo Proudhon gli lavora nel cervello. Ma come fa, un personaggio come Céline, ad essere medico?
Benito Mussolini