domenica 8 febbraio 2015

Le ultime parole di Brasillach su Céline

Brasillach, Céline e i bombardamenti Alleati contro la Francia e suoi luoghi d’arte
 di Andrea Lombardi



Il 6 giugno 1944 gli Alleati sbarcarono in Normandia, scatenando dei durissimi bombardamenti sulle città normanne. Specialmente colpite furono le città di Rouen e Caen, con gravissime perdite tra i civili, la distruzione di numerosi beni architettonici francesi, e limitati danni invece alle poche forze tedesche dentro le città. 

Robert Brasillach, del quale ricorrono in questi giorni i settanta anni dalla la tragica morte il 6 febbraio 1945 per esecuzione capitale dopo il "processo alle idee" svoltosi a Fresnes, commentò su “L’Echo de France” questi fatti, attaccando i diversi intellettuali francesi, da Valery a Mauriac, i quali, chiamati in causa sull’argomento dei danni arrecati ai capolavori d’arte francesi dai bombardamenti Alleati da un inchiesta della rivista “La Gerbe”i, avevano preferito defilarsi, dimostrando una certa pavidità anche perché una loro parola in difesa del patrimonio artistico nazionale non avrebbe certo “compromesso la loro preziosa indipendenza”. E Brasillach, in un passo del suo scritto – inedito in italiano – che riportiamo di seguito, evoca a riprova la risposta alla stessa inchiesta dell’inclassificabile Célineii. Sarà questa l’ultima volta che l’autore de Il mio paese mi fa male citerà Céline; due personalità molto diverse, inconciliabili prima e durante la Collaborazione, accomunate però dall’amor di Francia.





“La prova è data dalla risposta di Céline. In realtà, ammiro tantissimo quelli che vogliono legare Céline a qualsiasivoglia partito. L’avventura del Fronte popolare avrebbe dovuto dare di che riflettere ai lettori superficiali e ai loro cervelli di mosca. Poiché nel Viaggio al termine della notte vi era una netta condanna del mondo borghese, allora l’autore fu consacrato da “L’Humanité” come un Grand’uomo, e le Case della Cultura l'ammirarono. Questo fino a quando non riportò da Mosca le brevi e violente parole di Mea Culpa. Oggi, se fossi nei panni di chi intende incatenare Céline alle magnifiche profezie de La scuola dei cadaveri, starei in guardia: tutti sanno che Bardamu è il refrattario totale, che non si accoda a nessun conformismo, neanche al conformismo dell’anticonformismo, che dice le sue quattro verità a chi le vuol capire, e che non baratterà mai con le parole la forza della realtà. È pienamente convinto che la follia del mondo sia una gran fregatura, e che abbiamo rigettato ogni valido rimedio volto ad attenuarne gli effetti. Per questo, quando gli si chiede la sua opinione sulle distruzioni artistiche in Francia, risponde in tutta tranquillità che per fermare il massacro [della guerra] darebbe in cambio tutte le cattedrali del mondo. Ecco qui un’opinione schietta e sana, che mi sembra pochi abbiano il coraggio di dare. E che prova, tanto per iniziare, che nessuno ha preteso da Céline delle lacrime di coccodrillo per le cattedrali di Caen e Rouen. Ma Céline dice ciò che pensa, e pensa ciò che vuole. I nostri “taciturni”, non oseranno mai dire che se ne fregano delle cattedrali. Ne vivono, dell’amore della cattedrali, ne scrivono, e ne fanno professione. Sì, sono dei professionisti di questo amore, come ci sono professionisti di altri amori. E sanno bene, e Céline lo sa anche, beninteso, che la distruzione delle cattedrali o dei palazzi non farà cessare per questo il massacro. Ma ecco, sembra proprio che anche il solo disapprovare - timidamente, peraltro - l’inutile distruzione della Bellezza del mondo, sia dar sostegno alla Germania. […]



(Traduzione di Andrea Lombardi)





i“Le élite francesi davanti al saccheggio della Francia”, condotta da P. Larcher, in “La Gerbe”, n. 206, 22 giugno 1944.


iiEcco il testo integrale della risposta di Céline all’inchiesta (traduzione di Valeria Ferretti, in Céline ci scrive – Le lettere di Louis-Ferdinand Céline alla stampa collaborazionista francese, 1940-1944, Settimo Sigillo, Roma 2011).

Darei volentieri alle fiamme tutte le cattedrali del mondo se questo potesse placare la Bestia e far firmare la pace domani. Duemila anni di preghiere inutili, trovo che sia molto. Un po’ d’azione!

Domani faremo forse un’architettura di buchi! Niente frecce! Le lezioni della guerra avranno retto. Con il terrore delle bombe, i nostri discendenti vivranno probabilmente da Tutti nel tombino. E così sia!




sabato 7 febbraio 2015

Bon Voyage… Viaggio immaginario del dottor Destouches, Bardamu, L.F. Céline.


















Diagonale/librogalleria presenta

PIZZI CANNELLA / Bon Voyage …
Viaggio immaginario del dottor Destouches, Bardamu, L.F. Céline

testo di Aurelio Picca colloquio con Jérôme Picon
INAUGURAZIONE 12 FEBBRAIO 2015 ORE 18.00
Dal 12 febbraio al 12 marzo 2015

diagonale/librogalleria via dei Chiavari 75, 00186 Roma

www.ladiagonale.it

martedì 27 gennaio 2015



Come Ferdinand, Hervé Sosthène de Robiencourt e il Colonello O’Colloghan, inventore di una strampalata maschera antigas da sottoporre al War Office inglese, in Guignol's Band di Céline!

La foto in realtà è del 1938: un impiegato del municipio di Westminster dopo l'esame finale di un corso anti-gas.

Sottomissione, di Michel Houellebecq



Leggendo le prime pagine di Sottomissione di Houellebecq, come per Céline, non è la storia narrata che conta, ma lo stile. E in poche righe, i personaggi, la tensione stabilita, il quadro tratteggiato, i dialoghi, i tic, l'ambiente universitario, il facile "tradimento dei chierici". Bel romanzo e, venendo ai temi affrontati, formidabile fustigazione - ben al di là del suo presunto anti islamismo - del tramonto dell'Europa, consumista, catatonico-depressiva, despiritualizzata e esangue, paradossalmente "salvata" proprio dal nuovo regime islamico illuminato che H. immagina.


domenica 7 dicembre 2014

Louis-Ferdinand Céline nella terra dei Soviet!

Céline in nave nel 1936, di ritorno dall'URSS.

Negli anni '30, il “pellegrinaggio in Russia” era un must per gli intellettuali occidentali, curiosi di vedere con i loro occhi il “paradiso socialista” propalato dalla ben oliata macchina propagandistica sovietica e dai partiti comunisti europei ai quali capillarmente si riferiva tramite l'appositamente creata “Unione degli scrittori sovietici per le relazioni con l'estero”. Quasi tutti questi intellettuali, a parte notevoli eccezioni come André Gide con il suo Ritorno dall'URSS, per opportunismo o per fedeltà di partito, chiusero gli occhi davanti alla miseria nelle campagne, allo squallore dell'umanità delle città, al perpetuarsi delle disparità di classe, all'oppressione poliziesca, dando al ritorno una visione confortante della terra dei Soviet e laudando “l'uomo e la donna nuovi”. 




Nel 1936, anche Céline fu invitato a andare in Unione Sovietica, ufficialmente per spendervi i diritti della traduzione del Viaggio al termine della notte, tradotto dalla Triolet, compagna dell'ex dada scopertosi stalinista Aragon. Pessimo affare per la propaganda bolscevica! Al ritorno, come sappiamo, il Dottor Destouches, che aveva tenuto occhi e cervello ben aperti, demolì l'URSS, il comunismo, e, già che c'era, qualunque velleità di redimere l'Uomo, nell'incendiario Mea Culpa del 1937.
Pubblichiamo qui di seguito un estratto di una breve ma grandguignolesca testimonianza relativa a questo periodo, inedita in italiano, della intellettuale antifascista Lucie Mazauric, che incontrò Céline durante la sua permanenza in Russia:

Sapevamo che Leningrado fosse bella, ma non avevamo immaginato la perfezione ineguagliata della sua architettura! Non avevamo mai visto nulla di così armonioso. Mosca, con i suoi campanili dalle cupole a bulbo e il suo Cremlino, ci aveva fatto penetrare nell'antica Russia vicina all'oriente […] Questo detto, non ci è stato possibile maturare un giudizio d'insieme sul regime, come Gide ha fatto. Non ne avevamo né il tempo né i mezzi [facile, pilatesca scappatoia, quella della “chierica” Mazauric, NdT].
Leningrado non era, come Mosca, la Mecca degli intellettuali. Il nostro incontro più strano, all'hotel, fu quello di Céline. Non so quale fantasioso sovietico aveva avuto la strampalata idea di invitarlo a venire in URSS. Il suo fisico mi ghiacciò, con il suo volto tormentato, forato da due occhi azzurri molto chiari, la sola nota di purezza in quella faccia degradata. I suoi discorsi grondavano di volgarità voluta. Cito: “Questo paese è infetto. Impossibile viverci. Io, ho bisogno di queste buone piccole democrazie marce, per farci del buono...” E aggiungeva, davanti a una segretaria terrorizzata: “E non c'è nessuno con cui scopare qui! Non ho che questa piccola sciacquetta di segretaria, che ogni mattina se ne esce dal mio letto per precipitarsi a fare rapporto alla GPU!” La segretaria l'ascoltava, capendo tutto, sull'orlo delle lacrime. Una scena terribile a vedersi... Ma non era Céline che eravamo venuti a scoprire in URSS. Preferivo ricordarmelo ai suoi inizi, quando André [Chamson] era stato il primo a salutare il suo esordio in letteratura con un articolo di elogio!


Traduzione di Andrea Lombardi

domenica 16 novembre 2014

"Cosa vuol dire sinistra? Niente, meno di niente": Céline a Élie Faure, 1933


http://www.ilgiornale.it/news/cultura/cosa-vuol-dire-sinistra-niente-meno-niente-1068156.html

Su "Il Giornale" di oggi una fenomenale lettera contro il conformismo delle élite e delle masse di L.-F. Céline, anticipazione del libro su LFC mio e di Gilberto Tura, di prossima pubblicazione! 
 

venerdì 14 novembre 2014

giovedì 13 novembre 2014

Céline nell'invasione della Francia, giugno 1940: il Chella.


Francia, giugno 1940. Céline medico in guerra (a sinistra), al centro Lucette Almanzor.

Agli inizi della seconda guerra mondiale Céline si darà volontario nell'esercito francese, ma la sua domanda viene respinta; farà quindi il medico di bordo su una nave militarizzata, il Chella, della Compagnia di navigazione Nicolas Paquet & Cie., in rotta fra Marsiglia e Casablanca. Il Chella era lungo 138 mt per 19 mt di larghezza, stazzava 8.921 tsl, e le sue sei turbine a vapore per complessivi 15.300 CV gli facevano raggiungere la velocità di 20 nodi. Poteva trasportare sino a 556 passageri divisi in tre classi. Il Chella speronerà il Kingston Cornelian, un peschereccio antisommergibile/cacciamine della Royal Navy da 449 tsl presso Gibilterra, causando 27 morti e numerosi feriti tra i marinai inglesi: il Dr. Destouches si prodigherà nei soccorsi a questi ultimi. Ecco come Céline riporta quella drammatica notte in Colloqui con il Professor Y:

...devant Gibraltar !... nous coulâmes un petit anglais, l’aviso Kingston Cornelian... nous lui passâmes par le milieu ! nous le fîmes couler corps et biens... nous à vingt et deux nœuds ! pensez ! 11.000 tonnes ! il n'a pas fait ouf ! on était gros, il était petit, il a pas eu le temps !
- Eh bien ! eh bien !
- Y a pas d'« eh bien » ! médecin maritime du Chella ! splendide unité, Colonel, le Chella !... tout armé, proue en poupe ! nous le découpâmes par le milieu cet effronté ! toutes ses grenades firent explosion !... il nous déchira sur seize mètres ! seize mètres de coque de longueur !... mais lui, comme trou dans l’eau, pardon ! corps et biens ! corps et biens !... c’est pas Trafalgar tous les jours... ils ont eu beau nous faire passer en Conseil de Guerre maritime !... trop tard ! trop tard. nous filions nos vingt et deux nœuds...





La nave viene quidi convertita in incrociatore ausiliario, prendendo il nome di X12 e impiegata come trasporto truppe.
Il 2 giugno 1940 l'X12 è incendiato dagli aerei tedeschi nel porto di Marsiglia (vedi foto), e autoaffondato per evitare l'esplosione delle munizioni trasportate. Il Viaggio nella disfatta della Francia di Céline proseguirà invece a terra, tra le colonne di profughi e di Poilu in rotta  e le sirene gli Stuka in picchiata.


Il Chella in tempo di pace.



Il Kingston Cornelian, un peschereccio a vapore...



...divenuto nave ausiliaria della Royal Navy, e denominato FY 121 
(la foto è di un'altra nave della stessa classe di ASW Trawlers - pescherecci antisom)
 


 Il Chella bombardato a Marsiglia. Notare la mimetizzazione inusuale, rappresentante una chiatta e una finta prua procedente in senso inverso, complete di onda di prua.


 Vedi http://adhemar-marine.blogspot.it/2010/05/2-juin-1940-la-fin-de-chella-paquet.html

mercoledì 12 novembre 2014

I luoghi dell'Africa di Céline: l'ospedale di Douala in Camerun...

... dove Louis-Ferdinand Destouches fu ospedalizzato brevemente nel 1916, come ricordato nel Viaggio. L'ospedale, riservato agli occidentali, fu costruito nel 1896 dal governo tedesco, e notevolmente ampliato dai francesi negli anni '30.