venerdì 21 gennaio 2011

Polemiche in Francia: Klarsfeld vs Céline



Celine contestato nel 50esimo dalla morte
Lo scrittore accusato dall’avvocato Klarsfeld, uno dei più famosi “cacciatori di nazisti”PARIGI - Louis-Ferdinand Celine, autore del celebre “Viaggio al termine della notte”, ha peccato di antisemitismo e non è degno di essere celebrato per il 50esimo anniversario della sua morte, dalla “Republique”. Lo sostiene l’avvocato Serge Klarsfeld, uno dei più famosi “cacciatori di nazisti”, a capo dell’Associazione dei figli degli ebrei deportati dalla Francia (Ffdjf), che in una lettera, pubblicata su Le Monde, si dice indignato che lo scrittore francese, noto per i suoi pamphlet antisemiti, venga incluso nella raccolta delle Celebrazioni nazionali del 2011 edita dal ministero della Cultura.Klarsfeld chiede «il ritiro immediato di questa raccolta e la soppressione delle pagine dedicate a Celine nella prossima riedizione. A chi non è d’accordo con questa ovvia esigenza - continua l’avvocato, che con la moglie Beate ha intrapreso una serie d’indagini nei confronti di criminali nazisti scampati ai processi del dopoguerra - rispondiamo che bisogna attendere secoli affinché si celebrino al contempo le vittime e i boia». E aggiunge: «La Repubblica deve osservare i suoi valori: il ministro Frederic Mitterrand deve rinunciare a portare i fiori in memoria di Celine, così come suo zio, l’ex presidente Francois Mitterrand, fu obbligato a non deporre più corone di fiori sulla tomba di Petain» (il maresciallo capo del regime francese collaborazionista, ndr). E ancora: «Il talento di scrittore non deve fare dimenticare l’uomo che lanciava appelli alla morte degli ebrei sotto l’Occupazione. Che la Repubblica lo celebri è indegno». Klarsfeld, che ha ricevuto il sostegno del sindaco di Parigi Bertrand Delanoe, ha fatto appello anche al presidente Nicolas Sarkozy «affinché prenda una posizione» altrimenti la sua reazione sarà «dura». La raccolta, che sarà presentata al pubblico oggi proprio da Mitterrand che ne ha scritto la prefazione, contiene tra l’altro una precisazione su Celine redatta dal professore emerito Henri Godard, che ha curato l’opera dello scrittore per La Bibliotheque de la Pleiade, la più prestigiosa collana editoriale francese, edita da Gallimard. «Possiamo celebrare Celine? - si chiede Godard - Le obiezioni sono troppo evidenti. È stato l’uomo di un antisemitismo virulento». Tuttavia, aggiunge il docente, «è l’autore di un’opera romantica che con quella di Proust domina il romanzo francese della prima metà del XX secolo». Per lui «la creazione artistica è un valore che va riconosciuto anche quando non coincide con i nostri valori morali o li contraddice». Anche Frederic Vitoux, accademico di Francia e autore di una biografia su Celine, non capisce la polemica: «È la parola “celebrazione” che è ambigua: non si tratta di onorare lo scrittore. Il 50esimo della morte è occasione per interessarsi alla sua opera, esaminarne le zone d’ombra. È innegabile sia stato uno dei più grandi scrittori francesi». Il ministero della Cultura ha tagliato corto: la polemica non ha motivo di esistere. La raccolta è «una effemeride dove vengono ricordati i grandi anniversari dal 511 al 1961». (Corriere della sera)
Celebrare l’antisemita Céline? No, grazie
L’Associazione dei figli degli ebrei deportati dalla Francia (Ffdjf), presieduta dall’avvocato Serge Klarsfeld, uno dei più celebri «cacciatori di nazisti», si è detta indignata che gli Archivi di Francia abbiano deciso di celebrare il 50° anniversario della morte dello scrittore Louis-Ferdinand Céline, celebre autore di Viaggio al termine della notte ma anche di pamphlet antisemiti. Céline figura infatti nella raccolta delle Celebrazioni nazionali del 2011 pubblicate dal ministero della Cultura (figura tra il poeta Maurice Maeterlinck, vincitore del premio Nobel della letteratura nel 1911, e lo scrittore Blaise Cendrars, morto nel 1961, passando per il bicentenario della nascita dello scrittore Théophile Gautier).L’associazione ha chiesto «il ritiro immediato di questa raccolta e la soppressione delle pagine dedicate a Celine nella prossima riedizione». «A chi non è d’accordo con questa esigenza - continua il comunicato del Ffdjf - rispondiamo che bisogna attendere secoli affinché si celebrino al contempo le vittime e i boia». Secondo l’Associazione «la Repubblica deve conservare i suoi valori: il ministro Frédéric Mitterrand deve rinunciare a gettare i fiori sulla memoria di Céline. François Mitterrand fu obbligato a non deporre fiori sulla tomba del maresciallo Pétain».A favore delle celebrazioni in onore di Céline si è schierato invece l’editore Philippe Regniez, che come direttore delle Editions de la Reconquête, ha recentemente ristampato i pamphlet del controverso scrittore. «Céline è senza contestazioni uno dei più importanti autori francesi del XX secolo», ha sottolineato Regniez. Intervistato da Europe 1, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoë ha dichiarato di sostenere la posizione di Serge Klarsfeld : «Céline è un eccellente scrittore ma un perfetto bastardo». (Il Giornale)

Come prevedibile, un pò di polverone inizia a levarsi. Quello che mi sorprende non è tanto il polverone stesso, ma l'inconsistenza delle accuse, talmente generiche da far sospettare che Klarsfeld non conosca nemmeno i titoli dei "pamphlet", men che meno il loro contenuto.
Comunque molti dei commenti sui blog dei quotidiani francesi sono contro le esternazioni di Klarsfeld, etc: alcuni scrivono che già altra gente aveva provato a mettere all'indice e distruggere i libri, altri scrivono che applicando lo stesso metro impiegato per Céline, dovremmo allora “condannare”, per le loro opinioni da Gide per "pedofilia" a Sarte e Aragon per apologia dei Gulag e della polizia stalinista...

9 commenti:

johnny doe ha detto...

Ho letto sta notizia sul Corriere di oggi,siamo alle solite,ancora non ci si dà pace su quest'uomo con le solite acrobazie mentali.Speriamo non gli diano retta a Klarsfeld che,bontà sua,lo chiama pure boia,e seguano invece Regniez.
Già un paio di mesi fa con una riedizioni di Bagatelles c'era stato il solito polverone
Già mi immagino che succederà da noi ....

guignol ha detto...

io pure mi sono letta un sacco di commenti nei blog francesi, e direi che mi sembravano tutti abbastanza seccati dell'intromissione di Klarsfeld, per i motivi che dici tu, Andrea, ma anche perchè si sentono trattati da persone non in grado di pensare e giudicare con la loro testa. mi sembra di capire che i francesi in generale vogliano celebrare uno dei loro massimi scrittori, senza se e senza ma, la letteratura non deve rispondere a valori morali che variano sicuramente da persona a persona, se no non sarebbe più finita.
"che monsieur Klarsfeld si occupi dei problemi odierni che riguardano la sua gente e lasci in pace Céline" è un commento diffuso tra quelli da me letti...e come non sottoscriverlo, aggiungo.
spero che non ci siano in atto ricatti e ricattini da parte di qualcuno, non mi stupirei affatto, e comunque non devono cedere per accontentare questi "martiri ad honorem", il mondo non deve mica girare sempre intorno ai loro eccidi, c'è un sacco di gente che è morta e muore in modi altrettanto...non mi viene l'aggettivo adatto...ma non la menano come loro, cazzo, non si può dire bif che c'è subito qualcuno che ti mette sull'attenti!
non se ne può piùùùù!!
CÉLINE TUTTA LA VITA

guignol ha detto...

appena dopo che ho pubblicato il mio commento, ho letto che LFC è stato cancellato dal programma.

Daniz ha detto...

cinquant'anni (e di silenzio TRA L'ALTRO) sono due settimane con céline! il caso non s'è mai chiuso. la polemica mai placata. la sua bara mai completamente sotterrata.

céline, comunque, sarebbe contento di non essere inserito in queste festicciole di paese.

guignol ha detto...

è vero Daniz, lui se ne fotterebbe delle celebrazioni, probabilmente...
tutta pubblicità che va a suo favore, comunque...
però che mollezza che hanno dimostrato!
condivido questo commento:
"l'Association des fils et filles de non-déportés désapprouve la décision de M.Mitterand".

johnny doe ha detto...

A dir la verità questa fine della cosa da parte dei francesi non me l'aspettavo proprio.
E pensare che dentro a Le Monde ci sta Bernard Levy,certo ebreo,ma anche uomo di cultura... e allora andamosene tutti a casa!
E' anche vero che è meglio che LFC resti sempre una spina nel fianco e nel cervello di questa gente,ma insomma...

Anonimo ha detto...

B.H.L. è un "VIGLIACCO" capace solo di difendere un "mediocre scrittore" come il Nostro Cesare Battisti di cui chiediamo l'estradizione dal Brasile.
Ci vuole più CORAGGIO a difendere Céline e le sue BAGATELLE,che un volgare delinquente come Cesare Battisti.

Daniz ha detto...

@Anonimo
Conosciamo la tempra di questa gente, ne abbiamo stampini perfetti al di qua delle alpi. A dimostrazione che cambiando 'sì signore sì signore' con 'oui monsieur oui monsieur' il salamelecco è internazionale.

fradibra50 ha detto...

Torno ora da Parigi, sono andato a visita le due case che Céline ha abitato a Montmartre in rue Lepic e in Rue Girardon (dall'esterno è ovvio): una lapide, un segno? Nulla di nulla. E Parigi è piena di lapidi commemorative di cantanti, attori, cabarettisti e così
via. Di uno dei più grandi scrittori del novecento solo la rimozione a causa delle sue pur discutibili idee politicvhe. E sottolineo "idee" perchè Céline ha fatto del bene a molti, anche ebrei. Lo so, lui ne sghignazzerebbe, io un pò meno.