sabato 22 gennaio 2011

Francia: cancellate le celebrazioni di Céline




Celine l'antisemita
Mitterand lo "cancella"di Luca Sebastiani (L'Unità)

Non è la prima e non sarà neanche l’ultima. Ogni volta che si tratta di Louis Ferdinand Céline la polemica è assicurata, a livello accademico, istituzionale, o intorno a qualche tavolino al caffè. In Francia non c’è oggetto meno identificato che l’autore del Viaggio al termine della notte, scrittore così scandaloso da non poter mai trovare un posto che sia. Genio riconosciuto dello stile e monumento della letteratura francese, il dottor LF Destouches è stato però anche un antisemita, un estensore di infuocati pamphlet contro gli ebrei (Bagatelle per un massacro e La scuola dei cadaveri). Un collaborazionista che nella memoria non è stato ancora riconciliato con lo scrittore, come dimostra l’intervento del ministro della Cultura Frédéric Mitterrand, che ieri ha cancellato il suo nome tra quelli dei figli della Republique. Le tensioni intorno al nome di Céline con i soliti furori ideologici erano scoppiate di nuovo quando lo scrittore è finito in un libretto di celebrazioni ufficiali tra l’anniversario della cattedrale di Reims e quello della pubblicazione della Storia della follia di Michel Foucault. Tutti gli anni, infatti, sotto la supervisione di un comitato di storici e di saggi, gli Archives de France pubblicano un tomo nel quale vengono illustrate tutte le celebrazioni ricorrenti nell’anno in corso e che valga la pena di ricordare a gloria della Republique. Niente di meno celiniano, per carità, ma quest’anno ricorre il cinquantesimo della morte dell’autore di Morte a credito, e il comitato scientifico non ha esitato a inserire la data nella silloge. Informato, Serge Klarsfeld, meglio noto come il «cacciatore di nazisti» e protagonista della traduzione davanti alla giustizia di gente come Klaus Barbie e Papon, ha preso carta e penna e chiesto al ministro della Cultura, in qualità di presidente dell’associazione dei figli e delle figlie dei deportati ebrei di Francia (FFDJF), di ritirare la pubblicazione e di sostituire Céline con qualcos’altro in caso di riedizione. Bisognerà aspettare dei secoli, ha scritto «prima di celebrare allo stesso tempo vittime e carnefici». E ha quindi intimato il ministro di «rinunciare a gettare dei fiori sulla memoria di Céline». Con la massima cautela Frédéric Vitoux, membro dell’Accadémie Française e autore di una biografia sul dottor Destouches, ha provato a spiegare che la celebrazione è solo un’occasione per interessarsi all’opera, per «indagare meglio le sue zone d’ombra». E poi ha rimandato alla scheda inserita nella pubblicazione e redatta da Henri Godard, professore emerito alla Sorbona e massimo esperto di Céline, che nel presentare lo scrittore ha esordito proprio chiedendosi se si possa celebrarlo. «Le obiezioni sono troppo evidenti – ha scritto – è stato un uomo d’un antisemitismo virulento, ma è stato anche l’autore di un opera romanzesca di cui è diventato comune dire che con quella di Proust domina il romanzo francese della prima metà del secolo scorso». Insomma, la solita idea di compromesso su Céline: tanto geniale come scrittore quanto abietto come uomo. Concetto espresso alla perfezione con dono di sintesi e chiarezza d’esposizione da Bertrand Delanoe, sindaco di Parigi, che intervenendo nella polemica aveva definito Céline «un grande scrittore ma un perfetto mascalzone». L’autore dei pamphlet antisemiti (Bagatelle per un massacro e La scuola dei cadaveri) nel 1944 era scappato da Parigi e si era rifugiato prima in Germania e poi in Danimarca. Alla fine della guerra era stato condannato in quanto collaborazionista e marcato «d’indegnità nazionale». Nel ’51 era riuscito a strappare un’amnistia ed era potuto tornare in Francia, a Meudon, vicino Parigi, a scrivere e fare il medico dei poveri. Gallimard lo rilanciò, e dopo la morte lo fece entrare nella prestigiosa collana della Pleiade, il Pantheon della letteratura. Ma nonostante oggi i suoi romanzi si studino anche sui banchi di scuola, continua ad essere un autore poco frequentabile. Ma è possibile celebrare Céline? Il gesto di Mitterrand non chiuderà senz’altro il caso dello scandalo che l’autore rappresenta. Se ne parlerà ancora molto in queste ore, e nei prossimi anni, con il solito furore. Almeno fin quando non si riuscirà a far uscire Louis Ferdinand Destouches, detto Céline, dall’inferno in cui è stato relegato. Del resto si sa, rinchiudere qualcuno significa prenderne distanza, purificarsi la coscienza. Ma lo scandalo Céline rappresenta sulla pelle di un uomo-scrittore il dramma, la violenza e l’abiezione stessa dell’uomo che si è espressa nella miseria del secolo scorso. Chissà cosa avrebbe detto Céline di queste polemiche infinite. Forse avrebbe risposto come gli era già capitato di scrivere quando intimava: «sappiate avere torto, il mondo è pieno di gente che ha ragione. È per questo che marcisce».
Grazie a Maurizio per la segnalazione!

7 commenti:

Anonimo ha detto...

E'una VERGOGNA che il più grande romanziere del 20°SECOLO (il mio scrittore preferito era Thomas Mann,ma quando ho scoperto a fine 1979 il "Voyage" l'ho retrocesso al 2°posto dopo Louis Ferdinand Céline)venga così trattato dall' Intellighenzia franzosa,la quale ha sulla coscienza "imputridita" l'esaltazione e il favoreggiamento di un "mediocre" scrittore e "mediocre" criminale come Cesare Battisti.
Ma proprio questo "Ostracismo" a L.F.C. nel 50° della sua Morte passata sotto Silenzio,dimostra l'ASSOLUTA IMPOLITICITA' e quindi GRANDEZZA di Céline,complice della VERITA' contro la MENZOGNA dei suoi detrattori.

Admin ha detto...

Francia/ Niente celebrazioni per Celine, Sollers: Insensato. L’annullamento chiesto da associazione figli deportati ebrei
Di Redazione Ultimissime sabato, gennaio 22nd, 2011
Notai/ Alfano chiede atti, quanto accaduto è molto grave. Accertati i fatti prenderò i necessari provvvedimenti
Piemonte/ Bossi: Se vogliono far perdere Cota, si mette male. Chi ha perso vuole annullare dei voti validi, male per democrazia
Cultura –
Parigi, 22 gen. (TMNews) – La decisione delle autorità francesi di annullare tutte le manifestazioni per celebrare il cinquanterio della morte di Louis-Ferdinand Céline scatena polemiche in Francia. Contro la decisione, presa dopo le proteste di Serge Klarsfeld, presidente dell’associazione figli e figlie dei deportati ebrei di Francia, si scaglia oggi lo scrittore Philippe Sollers.

“é insensato – ha detto Sollers – che un cittadino (Serge Klarsfeld, NDLR) chieda al presidente della Repubblica di ritirare un autore dell’importanza di Celine dal volume ufficiale curato dal ministero della cultura. Ma tant’è: non gli si poteva fare una migliore pubblicità”.


Se Klarsfeld aveva chiesto di annullare le celebrazioni a causa delle notorie posizioni antisemite di Celine, Sollers mette in guardia da qualsiasi censura: “è molto negativo. È un modo di giocare col fuoco estremamente pericoloso. Lo diceva Hemingway: quando le cose vanno male la letturatura è sempre in prima linea”.

Sollers è furioso e incalza: “é una cosa assurda. Io stesso ho raccolto in volume i miei articoli su Celine nel 2009 e questo non ha fatto certo di me un nazista”.

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In effetti Sollers centra in pieno il bersaglio: allora -in teoria- un "comune cittadino" armeno potrebbe bloccare la celebrazione di un grande scrittore turco perchè magari aveva vergato qualche riga nazionalista nel 1918, oppure pensate in Italia: quanti celebratissimi scrittori "à la page" dagli anni '50 in poi avevano nel Ventennio scritto righe fascistissime...

johnny doe ha detto...

Meno male,io sto dallapartedeltorto....

guignol ha detto...

si sa che certa gente è più intoccabile di altra, ed è questo che a me rode sempre di più.
questa faccenda ne è l'ennesima dimostrazione, e non è che si possa fare qualcosa al proposito; sono centinaia i commenti negativi sui siti dei quotidiani francesi, sono tantissimi gli indignati per l'intromissione e soprattutto per la conseguente marcia indietro del ministro.
con questa gravissima censura, non fanno altro che dar ragione al ns amato Céline.
"dispiacere a tutti", a questi stronzi, aggiungo io, c'est par là qu'il va...

Meridiano ha detto...

io ne sono contento. Il vedere negli ultimi tempi Céline troppo sbandierato e "utilizzato" mi aveva lasciato perplesso. La grandezza di un artista non si misura in celebrazioni ma nel perpetuarsi delle sue opere e Céline verrà letto, magari "alla scappona" per molto tempo ancora

Daniz ha detto...

meridiano,
come dico anch'io, megliancora. il nostro non sarà mai scrittore di stato. goduria sia che proprio una fondazione ebrea abbia ribadito questo merito. non c'è miglior aiuto di quello che arriva da un avversario.

Anonimo ha detto...

Sui francesi lascio al parola volentieri ad un francese doc, proprio lui, Celine: La più bella razza, quello che tu chiami così, è soltanto un'accozzaglia di poveracci del mio stampo, sfessati, pidocchiosi, scoglionati che sono finiti qui perseguitati dalla fame, la peste, i tumori e il freddo, venuti, vinti, dai quattro angoli della terra. Non potevano andar più oltre, ché c'era il mare. Questa è la Francia e questi sono i francesi.
Su chi ha spinto per questa decisione, meglio stendere un velo pietoso. Intolleranza e assolutismo, proprio quello di cui si sono sempre lamentati, di cui invece loro sono la peggior espressione mondiale.