mercoledì 12 maggio 2010

Bulletin Célinien di maggio



Nuovo numero della ventennale pubblicazione mensile su LFC:

(George Steiner, lecteur de Céline) (Marc Laudelout)
* Théâtre : Bardamu au pays du Dieu dollar (Jean-Pierre Doche)
* Céline épistolier vu par la presse (2ème partie) (Marc Laudelout)
* Céline dans les romans (Marc Laudelout)
* François Sentein (1920-2010) (Marc Laudelout)
* Études céliniennes, n° 5
* De Giono à Céline (1933) (Max-Pol Fouchet)
* George Steiner et la correspondance de Céline


richiedere a:
Le Bulletin célinien
B. P. 70
B 1000 Bruxelles 22
http://louisferdinandceline.free.fr
celinebc@skynet.be


Un numero (24 pagine), 6 euro.
Abbonamento (11 numeri), 47 Euro (Italia compresa)

Spedisce in tutto il mondo!

13 commenti:

guignol ha detto...

io penso che farò l'abbonamento entro breve...

Valeria ha detto...

anch'io mi abbonerò...richiederò l'abbonamento dal 1981!!! me lo concederanno?! Colgo l'occasione per salutarvi e ne approfitto per sapere se qualcuno di voi parteciperà nel w-end alla "maratona" del Salon di Torino...spero di incontrare célinomani, io sarò su sabato e domenica...buon scampolo di fine giornata,

Valeria

ps. Molto "stilosa" la foto americana del nostro Gigante

Meridiano ha detto...

leggo L'igiene dell'assassino di Amèlie Nothomb e chi trovo citato una, due, tre, quattro volte? Louis Ferdinand Céline. Leggo Pulp di Bukowski e chi è uno dei protagonisti? Louis Ferdinand Céline. Certe volte mi chiedo quale sia il segreto. Voglio dire: resistere nel tempo con una forza tale da far impallidire praticamente tutti. Gli stanno dietro solo i pesi massimi alla Dostoevskij altrimenti intorno solo macerie. Per non parlare degli scrittori attuali che sono stilatori di compiti per le vacanze.

guignol ha detto...

eh ma guarda che stilare compiti per le vacanze al giorno d'oggi può essere difficile...comunque come non essere d'accordo con te, è il caso di dire che Céline è un evergreen, ma non uno di quelli che una volta riproposti, ti stufano da morire, anzi...ogni volta mi sembra di scoprire qualcosa di nuovo nelle sue parole e mi offre sempre spunti su cui riflettere...chiedo a voi tutti céliniani se, secondo voi, Lui sarebbe "contento" di questo blog, del fatto che "ce la suoniamo e ce la cantiamo", insomma di uno spazio che gli viene dedicato appositamente e in cui sempre viene incensato. Chissà come la prenderebbe...

stefanofiorucci ha detto...

No! ci tratterebbe male, come ruffiani, lacchè, papponi che campano con le briciole del suo lavoro. Ma sotto sotto, ne sarebbe felice :)

Davide Ruffini ha detto...

ragazzi, io credo senza patemi di sorta che Ferdinand Céline, "il vecchio bestemmiatore", "l'odio furente del secolo", sarebbe, quest'orso francese, ben contento di vedere quello che si fa attorno alle sue parole e alla sua vita. in tutte le lettere di Céline che io abbia letto, ho sempre trovato gratitudine per chi gli riservava sincera ammirazione. non amava i lacché, certo, ma quelli sono i plagiatori, sono i falsi intenditori, sono quelli che inghiottono la merda. noi invece sappiamo distinguere quella roba dal cioccolato. ecco perché amiamo Céline. e lui lo riconoscerebbe. senz'altro.
forse non approverebbe internet nel suo complesso, non gli piacerebbe il nuovo modo di comunicare che abbiamo noi umani oggi. ma, sono sicuro, saprebbe, anche nella grande pattumiera che spesso diventa internet, ritrovare, raschiando il fondo, quel poco o tanto di cioccolato che resta... e si unirebbe anche lui a noi,in quest'avventura, per finire insieme in gran bellezza...

Meridiano ha detto...

ci manderebbe affanculo

guignol ha detto...

ma no Meridiano! suvvia! sono d'accordo con Davide (eh vedi? un'altra volta!), penso che Lui riconoscerebbe in noi la sincerità delle nostre intenzioni, del nostro interessamento e, se potessi incontrarlo, riconoscerebbe in me soprattutto l'adorazione più sfacciata che si possa avere...per fortuna ciò non è potuto accadere, ma certo che bello, magnifico se Lui fosse ancora vivo...
devo comunque ad internet una conoscenza più approfondita di Céline, quindi dovrebbe andargli bene per forza!

guignol ha detto...

http://vocedellafogna.wordpress.com/2010/05/18/celine-gli-artigli-del-gatto/

H_over_craft_11 ha detto...

Secondo voi come avrebbe preso il biglietto del treno che ho lasciato nella sua cassetta delle lettere a Meudon, biglietto del treno Roma-Parigi (lo so, sono antica ma ho il TERRORE dell'aereo ma anche delle gallerie ma anche delle malattie ma anche...) dove semplicemente ringraziavo?
E il fatto di aver estirpato i fiori da un'aiuola per strada per portarglieli al cimitero?
Anche io me lo sono sempre chiesta e anche io ho sempre pensato che gli avrebbe fatto piacere, perciò l'ho fatto (del resto ha sofferto per il fatto di essere un refusé) ma che avrebbe sbuffato perchè quello che voleva che agli altri interessasse fosse "l'oggetto". Insomma l'affetto si ma non l'adulazione.
Questo è quello che so di lui e che ragazze, avremmo fatto a botte per averlo tutto per noi.
Elisabeth, quanto hai sbagliato!

Davide Ruffini ha detto...

senza sfociare troppo nel pettegolezzo, a me più che Elisabeth, incuriosisce il rapporto tra Céline e la figlia Colette. non ho letto le biografie apparse in italia perché di un autore credo che valgano soprattutto le opere; con Céline però qualcosa devi sapere, è indispensabile per dare una infarinautura alle sue immagini, altrimenti non ti godi il lampeggiare. (una buona cronologia, tipo quella all'edizione di La bella Rogna di Guanda, oppure quella di Einaudi per Guignol's Band,e le perle che scova Andrea qui, sono più che sufficiente per me). salvo però la storia colla figlia, dell'odio e della lontananza. Céline fu un uomo ironico, vitale ma scontento e tormentato, un uomo con una delle qualità migliori che si possano avere cioè la generosità, l'impagabile... nessuno è buono senza essere generoso, altrimenti è una scoreggia sott'acqua.
Céline era generoso ma non capisco il rapporto colla figlia, se come lui dice nelle lettere, fu per davvero così invisibile. aveva abbandonato il quadro borghesuccio dove la bambina era stata cresciuta, ma non posso pensare Céline come un padre che se ne infischia e stop. non me ne frega un cazzo dell'antisemitismo perché sappiamo fin troppo bene che cosa fu davvero, mi interessa molto più questo, per dirla tutta.

guignol ha detto...

in effetti parlare dell'antisemitismo riguardante Céline, non se ne può proprio più; sembra che per molti quello è ciò che conta di più della sua vita, gli articoli che appaiono in Italia in genere commentano quello e anche Wikipedia è un po' fuorviante, si pone sempre l'accento lì...che stufate! Lo scrittore più geniale, l'innovatore del linguaggio romanzesco, l'autore più pazzesco del XX secolo, ed anche del XXI, ridotto principalmente a quella roba lì, come se il suo talento, appunto, fosse secondario, quasi un incidente... Céline, sì, bravo, sì, una forza della natura, ma...oooooh è un fascista, nazista, odia gli ebrei! Scandalo! Va beh!
Per quanto riguarda Colette, non è molto chiaro, perchè sappiamo che lui ha abbandonato la tranquilla vita familiare borghese per seguire la sua indole di "gatto randagio" e comunque poi era molto deluso del fatto che sua figlia, invece, avesse scelto di vivere proprio così, sposandosi e avendo dei bambini, 5 mi pare; inoltre non aveva per niente stima di suo genero, che considerava un arrampicatore sociale, che attendeva la sua eredità; pare che non avesse considerato per niente nemmeno i nipoti, negli ultimi anni di vita tentavano di allacciare un qualsiasi rapporto, ma Céline si dimostrava abbastanza indifferente (certo era preso da ben altri pensieri). Sembra che comunque ogni tanto vedesse la figlia, erano in contatto, ma insomma...non si sa molto bene. Colette compie 90 anni il prossimo 15 giugno, per la cronaca...Io ho comprato la vecchia biografia scritta da Alméras, però ancora sto leggendo Guignol's band ( che ghignose le prime pagine in cui si rivolge ai lettori!)...
ciao alla prossima,
bonsoir Davide

Admin ha detto...

Secondo me, in effetti ci avrebbe mandato a quel paese, ma poi... come scrisse Stromberg...


"Avevo la sensazione, sedendo nella cucina di Céline, osservandolo e ascoltandolo, che, nonostante tutto quello che diceva, a dispetto della sua naturale rudezza e apparente rifiuto dei contatti personali, fosse felice di aver qualcuno che era venuto a trovarlo, qualcuno che lo ascoltasse e che gli facesse delle domande; di ricordare il passato, che dimostrasse come non fosse dimenticato – che la gente leggesse ancora Morte a credito e Viaggio al termine della notte.
Si discuteva di lui nonostante tutte le difficoltà, e gli odi, e il sapore amaro che lasciava in molti."

;-)

Su Céline e l'antisemitismo, nazifascismo, etc., è evidente come la Alberghini per troppo amore e altri per le loro idee e valutazioni personali trascurino o offuschino certe scelte di LFC, scelte che è difficile negare, come l'articolo di LL Rimbotti postato sopra onestamente rileva. La "tentazione fascista" di Céline ci fu, ma se proprio devo spendere altre due parole su questo tema, che non mi importa non certo per "pudore politicamente corretto", ritengo che Céline, come ognuno, poteva avere in un dato momento storico le sue idee, e "curiosare" quanto voleva in un dato milieu; detto questo è innegabile che non si schierò mai come un soldatino ubbidiente seguendo un dato partito politico, nè fu il megafono entusiasta di alcun partito; nè nazista, nè fascista, nè tantomeno comunista.

Andrea Lombardi

PS sì, Guignol's band è picarescamente bello! ;-)