lunedì 4 aprile 2011

Il Viaggio al termine della notte recensito da... Mussolini!

Il Dottor Destouches (al centro, seconda fila) e i medici della SdN ricevuti da Benito Mussolini nel 1925. Presentiamo questa piccola, curiosa "scoperta", che crediamo non sia mai stata segnalata ai céliniani ;-) Da "Idee e spigolature", p. 645 dei Taccuini mussoliniani, raccolta di interviste date da Mussolini a Yvon De Begnac (1913-1983), il suo biografo ufficiale durante il Ventennio (Il Mulino, Bologna 1990).

Ho letto il volume di Céline, che mi avete portato della Francia. Voyage au bout de la nuit diventerà un classico di questo secolo. Céline, voi me lo confermate, è un ammiratore della rivoluzione. Il suo argot boulevardier è la lingua dei comunardi, che ho imparato leggendo Lissagaray, Malon, Vaillant. I fatti narrati da Céline sono quello che sono. Ma lo stile è, decisamente, rivoluzionario. Mi ha fatto sapere, attraverso Canudo, attraverso Antona Traversi, attraverso Antonio Aniante, che l'Europa di domani, quale che sia l'esito di una futura guerra mondiale, nella cui deflagrazione sarebbe bello non credere, sarà fascista. Mi ha fatto sapere a suo tempo, da Cerruti, che il testo del corsivo Il pericolo giallo da voi, Yvon, ripubblicato in La strada verso il popolo lo ha impressionato. Ha pregato Cerruti di comunicarmi che da oriente potrà venire la fine dell'Europa. Voi mi parlate sempre, dall'epoca del vostro ritorno dalla Francia, dello scrittore Céline. Ho letto quel pastone di argot di Voyage au bout de la nuit. Scrittura giacobina, insoddisfazione termidoriana, desiderio di ricostituzione dell'assolutismo di tipo anarchico, via precisa all'assolutismo di tipo zarista. Fatelo vivere a lungo, un tipo come Céline, e i posteri ne vedranno delle belle! Io non so se questo scrittore sia capace di amore. È una bomba armata a rancore. Ma che cosa mai gli ha fatto l'umanità! Non ha capito molto, di Nietzsche. Nulla ha compreso di Blanqui. Il tarlo Proudhon gli lavora nel cervello. Ma come fa, un personaggio come Céline, ad essere medico?




Benito Mussolini


9 commenti:

stefanofiorucci ha detto...

E si. Benito socialista rivoluzionario lo è sempre rimasto. :) La recensione lo conferma. (Non bastassero le foto dei suoi arresti).
Peccato, spesso per prendere il potere si fanno scelte discutibili.

Complimenti a chi ha scovato il pezzo.

A Lombardi ha detto...

:-)

Frutto di un pomeriggio a sfogliare gli indici dei nomi dei libri nello scaffale di storia contemporanea in una Feltrinelli di Roma con il mio amico storico e archeologo Pierluigi Romeo di Colloredo!

Andrea

Daniz ha detto...

Pure questa superchicca avete ritrovato! Andrè inizio a pensare tu sia una spia dello stato anarchico céliniano :-)))
Ti fucileranno.

guignol ha detto...

"Evviva lo Stato Anarchico Céliniano"! e lunga vita ad Andrea, che si mantenga sempre così volenteroso nel regalarci queste notizie superinteressanti...:-)

patrizio ha detto...

il giudizio di mussolini è allo stesso tempo ammirato e critico. sarà il destino di céline: disorientare e non essere compreso dei suoi interlocutori politici. notare nella forto la dissonanza espressiva di céline: a differenza di tutti non guarda l'obiettivo. e rompe così la performance di un rituale altrimenti ben riuscito. in quanto all'anarchismo che qualche commentatore introduce è bene chiarire che céline non fu mai anarchico. era un conservatore. tutto qui. la francia che gli piaceva era quella pre-dreyfus. ma era un conservatore particolare: in lite con tutti i conservatori e i conservatorismi della sua epoca. da ultimo: inutile tentare di accaparrarsi céline. se fosse vivo oggi sputerebbe addossso alla destra come alla sinistra.
patrizio paolinelli

Daniz ha detto...

@Paolinelli
Non mi faccia ridere. Ridurre a conservatore contro i conservatorismi Céline... poi parla di Francia pre-Dreyfus. Ma scherziamo?
Semmai c'è una nostalgia per l'animismo misticheggiante delle leggende celtiche (Céline vantava le sue origini bretoni) e un certo immaginario da filone di saghe nordiche, comprese le fiabe di Ibsen e le fatagioni cui dedicò dei balletti da opera e le vere Feerie 1 e 2 che andrebbero per l'appunto tradotte Fatagioni come dice Celati e non Pantomime.
Detto questo, Céline aveva una concezione della vita che lo portò a denunciare tutte le strutture le sovrastrutture e le microstrutture occidentali, finendo per sterminare l'ultimo gambo del classicismo francese cioè a dire la lingua cartesiana franciosa.
Nei pamphlet arriva a progettare una ridistribuzione delle ricchezze e l'uguaglianza dei salari. Era contro il materialismo comunista però, come di quello capitalista.
Dov'è il conservatore?
L'unico punto su cui lo si potrebbe dire conservatore (ma sarebbe comunque una etichettatura forzatissima) è il terrore di sentire il suo mondo invaso dal pericolo giallo. Salvare il corpo francese dall'attacco esterno dei cinesi e quello dall'interno degli ebrei prima delle guerre.
Ma Céline è stato uno dei più eccezionali anarchici (non nel senso di anarchismo) che la letteratura ha avuto nel novecento.

johnny doe ha detto...

Se si capisce che vuol dire anarchico,al di là della figurina stereotipa di bombarolo o di pìù moderne fesserie mediatiche,ebbene,Cèline lo era fin sopra la punta dei capelli.
Progressista o conservatore sono categorie che non gli appartengono.

Anonimo ha detto...

bellissima chicca, Andrea.
meridiano

A Lombardi ha detto...

Grazie Meridiano! :-)