martedì 9 marzo 2010

Un libretto raro: Céliniana, di Dinamo Cardarelli



Edito da Giovanni Volpe, Roma, s.d. (fine anni '70), raccoglie alcuni interessanti scritti di Dinamo Cardarelli, poeta e saggista, dedicati a Céline.


Céline ed Elisabeth Craig (comparso su La Torre)


Dalle lettere di Céline a Milton Hindus (La Torre)


L'epistolario Céline-Faure (Intervento)


Céliniana (La Torre)

A breve ve ne posterò un estratto!

15 commenti:

Meridiano ha detto...

ma dove le scovi queste primizie? Già uno che si chiama Dinamo merita un accorato rispetto. Aspettiamo con curiosità degli estrapolati. (ah, ringrazio Andrea per la segnalazione del mio libro qui, in mezzo a tante opere del mio mito letterario)

guignol ha detto...

...eh sì, che nome singolare!
anche io sono curiosa di leggere le sue pagine,e comunque, Andrea, come cavolo fai a conoscere 'ste libretti? Va beh, tienti pure il segreto come Autore del blog...da quando l'ho scoperto mi si è aperto tutto un mondo...un fantastico "mondo céliniano" di cui le Sue opere sono solo una piccola parte...
CÉLINE ÜBER ALLES

Anonimo ha detto...

Bazzicavo questo blog anni fa, quando i commenti erano pochi o non c'erano proprio... Una volta chiesi un consiglio all'autore perchè in treno avevo attaccato bottone con una tizia e appena mi era scappato in nome di Cèline quella era scesa dal treno in una stazione che non era manco la sua gridando "fascista!"...
Che gioia trovarlo oggi tanto frequentato!Scalda proprio il cuore!
Marco.

Meridiano ha detto...

mi chiedevo, a parte il Viaggio e Morte a credito, quali libri preferiscono i céliniani che bazzicano questo splendido blog. Io, in una top five esclusi i due capolavori, metterei:
1. CASSE - PIPE
2. DA UN CASTELLO ALL'ALTRO
3. RIGODON
4. MEA CULPA
5. PANTOMIMA

guignol ha detto...

mah! io metterei quasi tutto a pari merito, comunque in alto sicuramente Bagatelle ci va, poi la Trilogia e poi, cosa volete che vi dica, io amo tutto di lui e sono dunque, nella mia lucidità, assolutamente di parte...
ogni libro ha aggiunto qualcosa al precedente e niente per me si è mai interrotto, non so se rendo l'idea...

Il signorx ha detto...

pari, pari a guignol.

Bagatelle... first!

Davide Ruffini ha detto...

senza fare distinzioni tra i primi due libri e tutti gli altri io metterei

1) Morte a credito
2) Rigodon
3) I Guignol's
4) Viaggio al termine della notte
5) Bagattelle per un massacro

considero Bagattelle un libro pieno di sprazzi di un lirismo senza pari anche nella stessa produzione céliniana. forse meriterrebbe di stare più in alto, come suggeriscono guignol e ilsignorx, ma ci sono delle pagine un po' noiosette, specie nella parte centrale. in effetti, i pamphlet sono stati i libri meno lavorati di Céline che impiegava mesi a scrivere e riscrivere e innumerovli stesure per raggiungere una versione definitiva. i pamphlet, lo dice anche Moreno Marchi in un suo libro, sono stati i più immediati, scrtti quasi di getto.

per quanto riguarda il Viaggio, io sono sempre stato concorde con Céline. lo considero un capolavoro immenso, inarrivabile, che mette un punto enorme e gocciolante sulla letteratura mondiale. come un sigillo di cera. ma è altrettanto vero che il Céline post-Viaggio è qualcosa di nettamente più esplosivo, più aggressivo, più plebeo e più unico che mai. quel lavoro incessante e sfigurante sulla parola, sulla frase, sulla pagina... la musica e l'emozione vera... la catastrofe e l'esplosione del mondo... il vero Céline è quello dopo il Viaggio! è come se in quell'opera si fosse sgravato di tutti i suoi pensieri più crudi, e avesse buttato lì un abbozzo di anima... il resto è una cattedrale immensa, gotica, squillante, babelica! tutta un'altra storia.
lo scrittore più alato di tutti

guignol ha detto...

anch'io,come Davide, penso che il Viaggio non sia il migliore, ma solo perchè conosco il resto delle Sua immensa opera e, quasi quasi, esso ormai mi appare come il libro più "normale" che ha scritto...
certo che, tornassi indietro, comincerei a leggere Céline dal Viaggio, invece che Da un castello all'altro...
perchè io ho iniziato a conoscerlo da lì, figuratevi! e mentre leggevo pensavo che non ci capivo niente e mi chiedevo "chi è costui?", nel senso di che tipo di persona è che scrive così diverso da tutti...
ed è da quel momento che non ho più smesso di appassionarmi a Céline, un viaggio che terminerà con la fine della mia vita...
vedo che ormai c'è empatia tra alcuni dei frequentatori di questo blog...

Davide Ruffini ha detto...

si potrebbe initolare Le peripezie di un céliniano.
Oggi qui a milano c'è un mercatino importantissimo, uno dei più grandi d'europa, per il libro antico, usato, fuori catalogo... organizzato da Malavasi, il signore che oltre ad essere un libraio antiquario milanese è anche il fondatore di maremagnum. tanto di cappello. allora
trovandomi qui al nord, ho deciso di devolvere tre-quattro ore alla ricerca spulciativa di qualcosa del Nostro. non avendo letto la Pantomima né Normance, li ho cercati con una brama grizzleiana. tre ore a spiluccare, rigirare, scartabellare, capriolare tra i lbri, le edizioni rare, i vecchi pingui signori bibliofili.
alla fine ho trovato un'edizone Garzanti 1964 di Morte a credito e l'einaudiana Guignol's band a 40 euro.
nn sono un collezionista e ho lasciato perdere!
CMQ, se non si trova niente qui... mah!

un saluto a tutti

guignol ha detto...

hello povero Davide!
povero nel senso che capisco la fatica e la frustrazione...
mi sa che alla fine, se si vuole leggere qualcosa di raro, bisogna cercare in rete sperando che qualcuno pubblichi i testi in pdf, anche se non è come tenere in mano un bel libro...

Meridiano ha detto...

e anche lì la fregatura è dietro l'angolo. Ho scaricato scritti di Céline poi rivelatisi collage di scritti di autori diversi o cose sue appiccicate una all'altra

Andrea Lombardi ha detto...

Caro Marco, gioia... nostra! In gamba!

johnny doe ha detto...

Non farei classifiche,ma non concordo con alcune opinioni sul Viaggio.Sarà pure meno esplosivo per certi aspetti di altre opere,ma è un romanzo che ha influenzato tutta la successiva letteratura francese,e non solo,per il suo linguaggio,il suo stile unico e la sua modernità rispetto ai precedenti stilemi.Tutto questo nel 1932.
Quale altro romanzo ha saputo esprimere meglio la complessità,l'ottusità,la meschinità del mondo moderno e la sua mancanza di speranza? ("la verità di questo mondo è la morte.").Se poi si riesce a leggerlo in francese,si scopriranno perle linguistiche che la traduzione italiana di un linguaggio parlato e gergale (mai trasposto tout court,ma che suoni come..attraverso un certo ritmo)non potrà mai rivelare.
Per me resta il miglior romanzo del '900.

GeaVox ha detto...

Il Commendatore Dinamo Cardarelli era mio nonno, cosi' chiamato perche' suo padre Fedele contava tra i suoi amici Antonio Pacinotti, l’inventore della dinamo, che fu padrino di battesimo di nonno.

Era un uomo di intelligenza, signorilita', umilta' e conoscenza letteraria veramente notevoli, nonche' eredita' da una familglia di notevole intelletto.

Suo zio fu il Senatore Antonio Cardarelli, docente universitario di Patologia e Clinica Medica e senatore del Regno d'Italia. A lui fu dedicato l'Ospedale Cardarelli di Napoli.

http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Cardarelli

Da ragazzo nonno scriveva poesia in Greco e Latino. Quando gli chiedevamo di queste sue gesta letterarie, rideva e rispondeva "ma no crediatevi che siano state buone poesie!" il fatto che scrivesse liberamente in queste lingue lo dava per scontato, suo padre ne parlava otto, e studiava l'Esperanto appena prima della morte.

Della sua giovinezza, passata a studiare a Firenze, nonno conservo' i suoi amici, tra i quali conto' Giovanni Papini (che conobbe intorno al 1898), Giuseppe Ungaretti, Bruno Cicognani, Giuseppe Prezzolini, Piero Bargellini, Ardengo Soffici e Giovanni Volpe, editore de 'La Torre'.

Volpe pubblico' il suo lavoro nel 1976, nonno mori' nel 1981, a 98 anni, e ci rimangono pochi libri della sua vasta libreria, nonche' forse, da qualche parte, una copia di qualche suo saggio.

Grazie quindi di avere publicizzato il suo lavoro, che egli tradusse con passione ma anche con estrema e crescente difficolta'.

Era infatti fortemente miope e, come il suo caro amico Papini, ando' gradualmente verso la cecita', traducendo infine con una lente d'ingrandimento i testi del Celine.

Ad Majora!

Antonella,
Bristol
Inghilterra

(perdonate quindi gli accenti, che' la mia tastiera e' Inglese, ma io rimango caparibiamente di cittadinanza e anima Italiane!)

Admin ha detto...

Grazie a Antonella per i complimenti e per le informazioni sul suo nonno céliniano e non solo! Andrea.