lunedì 2 gennaio 2012

L'argot, il gergo, la rivolta



"Sembrava che non comprendesse che le pudicizie e le sensibilità aristocratiche, innate o apprese, concorrono a formare molto dello splendore della letteratura. Nella mia opinione, egli scoprì un più alto e più terribile ordine di verità letteraria ignorando il vocabolario ingessato delle gentildonne e dei gentiluomini e usando, invece, il linguaggio più esauriente dei furbi e tormentati delinquentelli".

Kurt Vonnegut, prefazione alla Trilogia del Nord di Céline.

Céline disse che l'argot, il gergo, nasce dall'odio, dalla miseria, e serve allo sfruttato per esprimere la sua avversione (e invidia) verso lo sfruttatore; abbiamo trovato quindi curiosa e interessante questa voce dell'Enciclopedia di Polizia, Hoepli 1938, "ad uso dei funzionari di PS, CC, magistrati, avvocati, sindaci", crediamo tuttora in uso - nell'attuale spirito democratico - dai funzionari di cui sopra, perlomeno nelle loro categorie mentali.

GERGO

Nel linguaggio comune quando si parla di gergo s'intende riferirci a quel linguaggio convenzionale adoperato con malizia da associazioni interessate a non far conoscere i propri discorsi (ladri, detenuti, briganti, ecc.) spinti dalla necessità di nascondere il vero significato delle proprie parole. In tal caso il gergo si presenta come un'arma di difesa: l'individuo che impegna la lotta nell'ambiente che lo circonda, lotta che può variare di forma e di grado e da minima e tenue e contro il ristretto numero di persone può assurgere a terribile e violenta, contro l'intera società, l'individuo dico, che impegna questa lotta, ha per arma il gergo. E allora la lingua si traveste completamente di maschere ipocrite, di cenci orridi, di metafore orribili, che nascondono il male e la lotta...

2 commenti:

johnny doe ha detto...

Un saluto Andrea....non son sparito...ormai ti commento più su Fb che qui,ma cercherò di tornare al blog con più assiduità.saluti.

Admin ha detto...

Ciao Johnny,

FB batte i blog, poi magari sarà battuto da Twitter... meno male che la carta resiste da qualche millennio, altro che e-book!

Comunque ultimamente sono terrorizzato all'idea che Blogger chiuda baracca come successo di recente a un'altra piattaforma... mi sa che a parte salvare i post in generale me li copio su un file di testo, così se dovesse capitare l'irreparabile almeno posso "stampare" questi anni di blog céliniano...