martedì 27 gennaio 2015



Come Ferdinand, Hervé Sosthène de Robiencourt e il Colonello O’Colloghan, inventore di una strampalata maschera antigas da sottoporre al War Office inglese, in Guignol's Band di Céline!

La foto in realtà è del 1938: un impiegato del municipio di Westminster dopo l'esame finale di un corso anti-gas.

Sottomissione, di Michel Houellebecq



Leggendo le prime pagine di Sottomissione di Houellebecq, come per Céline, non è la storia narrata che conta, ma lo stile. E in poche righe, i personaggi, la tensione stabilita, il quadro tratteggiato, i dialoghi, i tic, l'ambiente universitario, il facile "tradimento dei chierici". Bel romanzo e, venendo ai temi affrontati, formidabile fustigazione - ben al di là del suo presunto anti islamismo - del tramonto dell'Europa, consumista, catatonico-depressiva, despiritualizzata e esangue, paradossalmente "salvata" proprio dal nuovo regime islamico illuminato che H. immagina.


domenica 7 dicembre 2014

Louis-Ferdinand Céline nella terra dei Soviet!

Céline in nave nel 1936, di ritorno dall'URSS.

Negli anni '30, il “pellegrinaggio in Russia” era un must per gli intellettuali occidentali, curiosi di vedere con i loro occhi il “paradiso socialista” propalato dalla ben oliata macchina propagandistica sovietica e dai partiti comunisti europei ai quali capillarmente si riferiva tramite l'appositamente creata “Unione degli scrittori sovietici per le relazioni con l'estero”. Quasi tutti questi intellettuali, a parte notevoli eccezioni come André Gide con il suo Ritorno dall'URSS, per opportunismo o per fedeltà di partito, chiusero gli occhi davanti alla miseria nelle campagne, allo squallore dell'umanità delle città, al perpetuarsi delle disparità di classe, all'oppressione poliziesca, dando al ritorno una visione confortante della terra dei Soviet e laudando “l'uomo e la donna nuovi”. 




Nel 1936, anche Céline fu invitato a andare in Unione Sovietica, ufficialmente per spendervi i diritti della traduzione del Viaggio al termine della notte, tradotto dalla Triolet, compagna dell'ex dada scopertosi stalinista Aragon. Pessimo affare per la propaganda bolscevica! Al ritorno, come sappiamo, il Dottor Destouches, che aveva tenuto occhi e cervello ben aperti, demolì l'URSS, il comunismo, e, già che c'era, qualunque velleità di redimere l'Uomo, nell'incendiario Mea Culpa del 1937.
Pubblichiamo qui di seguito un estratto di una breve ma grandguignolesca testimonianza relativa a questo periodo, inedita in italiano, della intellettuale antifascista Lucie Mazauric, che incontrò Céline durante la sua permanenza in Russia:

Sapevamo che Leningrado fosse bella, ma non avevamo immaginato la perfezione ineguagliata della sua architettura! Non avevamo mai visto nulla di così armonioso. Mosca, con i suoi campanili dalle cupole a bulbo e il suo Cremlino, ci aveva fatto penetrare nell'antica Russia vicina all'oriente […] Questo detto, non ci è stato possibile maturare un giudizio d'insieme sul regime, come Gide ha fatto. Non ne avevamo né il tempo né i mezzi [facile, pilatesca scappatoia, quella della “chierica” Mazauric, NdT].
Leningrado non era, come Mosca, la Mecca degli intellettuali. Il nostro incontro più strano, all'hotel, fu quello di Céline. Non so quale fantasioso sovietico aveva avuto la strampalata idea di invitarlo a venire in URSS. Il suo fisico mi ghiacciò, con il suo volto tormentato, forato da due occhi azzurri molto chiari, la sola nota di purezza in quella faccia degradata. I suoi discorsi grondavano di volgarità voluta. Cito: “Questo paese è infetto. Impossibile viverci. Io, ho bisogno di queste buone piccole democrazie marce, per farci del buono...” E aggiungeva, davanti a una segretaria terrorizzata: “E non c'è nessuno con cui scopare qui! Non ho che questa piccola sciacquetta di segretaria, che ogni mattina se ne esce dal mio letto per precipitarsi a fare rapporto alla GPU!” La segretaria l'ascoltava, capendo tutto, sull'orlo delle lacrime. Una scena terribile a vedersi... Ma non era Céline che eravamo venuti a scoprire in URSS. Preferivo ricordarmelo ai suoi inizi, quando André [Chamson] era stato il primo a salutare il suo esordio in letteratura con un articolo di elogio!


Traduzione di Andrea Lombardi

domenica 16 novembre 2014

"Cosa vuol dire sinistra? Niente, meno di niente": Céline a Élie Faure, 1933


http://www.ilgiornale.it/news/cultura/cosa-vuol-dire-sinistra-niente-meno-niente-1068156.html

Su "Il Giornale" di oggi una fenomenale lettera contro il conformismo delle élite e delle masse di L.-F. Céline, anticipazione del libro su LFC mio e di Gilberto Tura, di prossima pubblicazione! 
 

venerdì 14 novembre 2014

giovedì 13 novembre 2014

Céline nell'invasione della Francia, giugno 1940: il Chella.


Francia, giugno 1940. Céline medico in guerra (a sinistra), al centro Lucette Almanzor.

Agli inizi della seconda guerra mondiale Céline si darà volontario nell'esercito francese, ma la sua domanda viene respinta; farà quindi il medico di bordo su una nave militarizzata, il Chella, della Compagnia di navigazione Nicolas Paquet & Cie., in rotta fra Marsiglia e Casablanca. Il Chella era lungo 138 mt per 19 mt di larghezza, stazzava 8.921 tsl, e le sue sei turbine a vapore per complessivi 15.300 CV gli facevano raggiungere la velocità di 20 nodi. Poteva trasportare sino a 556 passageri divisi in tre classi. Il Chella speronerà il Kingston Cornelian, un peschereccio antisommergibile/cacciamine della Royal Navy da 449 tsl presso Gibilterra, causando 27 morti e numerosi feriti tra i marinai inglesi: il Dr. Destouches si prodigherà nei soccorsi a questi ultimi. Ecco come Céline riporta quella drammatica notte in Colloqui con il Professor Y:

...devant Gibraltar !... nous coulâmes un petit anglais, l’aviso Kingston Cornelian... nous lui passâmes par le milieu ! nous le fîmes couler corps et biens... nous à vingt et deux nœuds ! pensez ! 11.000 tonnes ! il n'a pas fait ouf ! on était gros, il était petit, il a pas eu le temps !
- Eh bien ! eh bien !
- Y a pas d'« eh bien » ! médecin maritime du Chella ! splendide unité, Colonel, le Chella !... tout armé, proue en poupe ! nous le découpâmes par le milieu cet effronté ! toutes ses grenades firent explosion !... il nous déchira sur seize mètres ! seize mètres de coque de longueur !... mais lui, comme trou dans l’eau, pardon ! corps et biens ! corps et biens !... c’est pas Trafalgar tous les jours... ils ont eu beau nous faire passer en Conseil de Guerre maritime !... trop tard ! trop tard. nous filions nos vingt et deux nœuds...





La nave viene quidi convertita in incrociatore ausiliario, prendendo il nome di X12 e impiegata come trasporto truppe.
Il 2 giugno 1940 l'X12 è incendiato dagli aerei tedeschi nel porto di Marsiglia (vedi foto), e autoaffondato per evitare l'esplosione delle munizioni trasportate. Il Viaggio nella disfatta della Francia di Céline proseguirà invece a terra, tra le colonne di profughi e di Poilu in rotta  e le sirene gli Stuka in picchiata.


Il Chella in tempo di pace.



Il Kingston Cornelian, un peschereccio a vapore...



...divenuto nave ausiliaria della Royal Navy, e denominato FY 121 
(la foto è di un'altra nave della stessa classe di ASW Trawlers - pescherecci antisom)
 


 Il Chella bombardato a Marsiglia. Notare la mimetizzazione inusuale, rappresentante una chiatta e una finta prua procedente in senso inverso, complete di onda di prua.


 Vedi http://adhemar-marine.blogspot.it/2010/05/2-juin-1940-la-fin-de-chella-paquet.html

mercoledì 12 novembre 2014

I luoghi dell'Africa di Céline: l'ospedale di Douala in Camerun...

... dove Louis-Ferdinand Destouches fu ospedalizzato brevemente nel 1916, come ricordato nel Viaggio. L'ospedale, riservato agli occidentali, fu costruito nel 1896 dal governo tedesco, e notevolmente ampliato dai francesi negli anni '30.


venerdì 19 settembre 2014

Il processo Céline e l'inchiesta di Le Libertaire, 1950.



"Céline è una personalità potente, che ha sempre avuto bisogno di “ventilarsi”. Da questo punto di vista, lo si può paragonare a Bernanos. Se non si vedesse in lui sin dal principio lo scrittore, e aggiungerei il poeta, perché lui è un grande poeta lirico, si potrebbe essere tentati di giudicarlo severamente. Ma, malgrado le apparenze, Céline è sempre stato ed è ancora al di sopra delle parti.
Vogliate gradire, Signore, i miei più distinti saluti". 


Risposta a una inchiesta del 1950 sul processo per collaborazionismo a Céline di Paul Lévy, direttore della rivista Aux Écoutes, ebreo, filoisraeliano e antifascista.